Agcom: parziale marcia indietro? Gli artisti vincono o perdono?


Rispetto a questo articolo, scritto qualche giorno fa, sembra che la situazione sia cambiata. In linea con i tempi promessi, Calabrò & soci hanno presentato il testo del nuovo regolamento sul copyright fugando qualche dubbio che ha attanagliato gli operatori del settore e il popolo della rete. Ehm, la parte del popolo della rete a cui frega qualcosina. Ok, diciamo una quantità ridicola di persone, ma tant'è...

Da affezionato lettore di Tom's Hardware Guide, vi segnalo questo articolo per i nuovi dettagli della normativa, che ora è in una fase di consultazione pubblica che durerà ben 60 giorni. Se volessi essere malizioso, potrei pensare che un periodo così lungo serve a raffreddare la stampa specializzata e l'opinione pubblica per poi poter proseguire senza intoppi, lontano dalle luci della ribalta. In Italia di solito funziona così, non è un caso infatti che le leggi più "sporche" vengono approvate in agosto, quando gli italiani pensano al massimo alla spiaggia e al gossip.

Detta in sintesi, sembra che l'Agcom non si sostituirà alla magistratura ma creerà semplicemente un'alternativa per la rimozione dei contenuti. Se una delle parti dovesse rivolgersi al giudice, l'Agcom verrebbe automaticamente esclusa dal processo. Inoltre sembra che i principi della norma siano volti a tutelare il "diritto di cronaca, commento, critica o discussione". Ciò significa che se ora inserissi qua sotto un video Mediaset con qualche dichiarazione di Calabrò non infrangerei il regolamento in questione. Ma non lo farò, e riporterò invece l'immagine davvero geniale che ha scelto la redazione di Tom's HG per commentare la notizia.

Mosè di lego con tavole della legge

Sarebbe comunque miope pensare di aver messo la parola fine alla questione. Innanzitutto perché è bene aspettare i commenti delle associazioni di consumatori e dei blogger che trattano il diritto digitale, e poi perché bisogna assistere agli effetti di questo regolamento. Appena verranno segnalate all'Agcom le prime infrazioni vedremo come funzionerà tutta la fase di contenzioso, oppure se il tutto si risolverà in uno sterile battage mediatico sugli hacker cattivi. Qualunque cosa significhi "hacker" per i media mainstream.

EDIT: secondo Guido Scorza, giurista e giornalista IT, la formulazione del regolamento sarebbe furbescamente in grado di confermare i primi timori. Vi rimando a questo articolo e a questo per ulteriori approfondimenti. (oddio, ho girato un link al fatto quotidiano! Ora mi devo dare fuoco!)

Riportata la notizia, vorrei ora proporre una piccola riflessione ipotetica. Nel mio post precedente ho parlato solo di televisione, tralasciando volutamente la musica. Strano, considerato che sono comunque un musicista iscritto alla SIAE (e qua i commenti si sprecherebbero...).

Segnalo quindi il post di un blogger che seguo, nel quale viene affrontato il regolamento Agcom dal punto di vista del materiale musicale tutelato dal copyright. Uriel, il blogger in questione, si dice favorevole alla prima vociferata versione del regolamento per un semplice motivo. La SIAE e la FIMI, dichiarate sostenitrici dell'estremismo censorio, si sarebbero così precluse un determinate canale di promozione musicale, decretando così il tracollo dell'industria discografica come la conosciamo. Gli utenti della rete, non potendo più condividere materiale protetto dal copyright, avrebbero scoperto gli artisti indipendenti costruendone così il successo su un nuovo modello di business.

Molto romantico e in parte plausibile, ma solo in parte. Il presupposto di partenza è che gli utenti di internet siano per la massima parte attenti fornitori e fruitori di contenuti. In realtà non è così. Per quei pochi che seguono gli artisti indipendenti, ce ne sono molti di più che subiscono passivamente la musica mainstream e che senza vasco, ligabue e compagnia bella semplicemente non condividerebbero nulla.

Certo, ci sono anche le eccezioni. Ci sono artisti che dal nulla riescono a costruirsi un buon seguito solo tramite internet, come ad esempio questi ragazzi israeliani. (vorrei embeddare il video, ma per ragioni misteriose non ci riesco...)

Però questa è l'eccezione, non la regola. Sicuramente gli artisti indipendenti, non dovendo subire il pressante oscuramento delle major discografiche, avrebbero più spazio e più possibilità per emergere. D'altro canto, istantaneamente si andrebbe a ripristinare un semplice status quo: chi ha più soldi vince. La visibilità su internet rimane appannaggio di chi può investire in promozione, ovvero fare video e comprare banner/spazi pubblicitari/articoli sulle webzine specializzate. Cambiati gli attori in gioco, la regola resterebbe immutata.

E voi che ne pensate?

 

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