Greta e Vanessa: sesso, soldi e complotti. Poca informazione, nessuna dignità.


Su Greta e Vanessa, le due ragazze italiane rapite in Siria e recentemente liberate dopo sei mesi di detenzione, ho letto tutto e il contrario di tutto. Qualcuno sostiene che fossero delle ragazzine sprovvedute che per immaturo idealismo si sono imbarcate in un'impresa inutile e più grande di loro, altri affermano che invece avessero già esperienza diretta di missioni umanitarie in zone belliche, senza parlare della moltitudine di complottari pronti a giurare che sia tutta una montatura. Insomma, di fronte a questa pletora di visioni ho deciso di sospendere qualunque giudizio personale a riguardo.

NON SO, QUINDI NON GIUDICO. Un atteggiamento che mi sentirei di consigliare a parecchi leoni da tastiera che non sembrano mai stanchi di lanciare strali da una comoda poltrona.

Un paio di cose sulla comunicazione invece le so, per cui mi soffermerò unicamente sugli aspetti formali della vicenda per proporre alcune riflessioni.

 

Riflessione numero 1: il riscatto

Una cifra è emersa subito: 12 milioni di dollari. Una bella somma, non c'è che dire. Fonte della notizia? Una rete araba, Al Aan. Fonti ufficiali? Nessuna. Nonostante questo, personaggi come Salvini non hanno aspettato un istante a dare eco alla cosa, senza neanche tentare un banale fact checking, per pura opportunità politica e di propaganda personale.

Adesso proviamo ad accendere per un istante il cervello. Per quale motivo il governo italiano avrebbe mai dovuto sborsare una cifra del genere per la liberazione dei due ostaggi? Per l'opinione pubblica nostrana erano già colpevoli (di cosa, precisamente, non si sa), quindi sarebbe stato facile lasciarle uccidere dai guerriglieri e venderne l'immagine di martiri per la causa umanitaria. Questa situazione crea anche una certa forza contrattuale se - banalizzando - immaginiamo un dialogo di questo tipo:

Rapitore: "Se volete rivedere vive le due ragazze, sborsate 6 milioni di dollari per ognuna!"

Politico: "Sì, come no? Neanche nei tuoi sogni più bagnati! Per gli italiani possono morire subito, quindi tirare fuori anche solo 10 euro non mi porterebbe nessun voto. Anzi, facciamo che le impiccate e postate un bel video su youtube, così posso fare bella figura con l'elettorato sposando la causa umanitaria contro i guerriglieri cattivi!"

A questo punto si comincia a trattare sul prezzo.

Non stiamo neanche parlando di due militari dei servizi segreti con informazioni di valore strategico per l'andamento della guerra locale, né tantomeno di due VIP. Cosa diamine giustificherebbe un esborso simile? Se a questo sommiamo il fatto che i soldi di un riscatto del genere servono dichiaratamente per finanziare le milizie, pagare dieci milioni di euro sarebbe stato un suicidio politico su tutti i fronti.

Non escludo che qualcosa sia stato dato e non escludo neanche che si tratti di una cifra sostanziosa, però scendiamo con i piedi per terra!

Forse Salvini, Zaia (che ci regala quotidianamente delle perle imbarazzanti), la Meloni, la Spadoni e i vari indignados pagati con le nostre tasse non hanno alcun interesse a puntare il dito sulle cifre che abbiamo versato per liberare Simona Pari e Simona Torretta nel 2004, Giuliana Sgrena e Clementina Cantoni nel 2005, Rossella Urru e Mariasandra Mariani nel 2011, tanto per citare i primi casi che ho trovato con una ricerca di dieci secondi su Google. Ah, già, forse quelli erano riscatti di un'altra parte politica e allora andavano bene. Della vita delle persone, ai politici dalla bocca larga e sempre aperta, non sembra interessare poi molto.

Perché dunque una fonte araba avrebbe tirato in ballo quella cifra? La prima cosa che mi viene in mente è: per alzare i prezzi. Se venisse sempre più diffusa questa notizia, al punto da diventare verità per l'opinione pubblica, i prossimi ostaggi potrebbero valere molto. Facciamo un esempio, sempre banalizzando: domani viene sequestrato un operatore umanitario francese. Il popolo d'oltralpe dice compatto ai propri governanti: "Ma come? Per liberare due ragazzine odiate da tutti il governo italiano ha tirato fuori 12 milioni di dollari senza battere ciglio e la grande Francia se ne frega di un membro del suo popolo ostaggio dei terroristi?". In questo caso, l'immaginifica trattativa di cui sopra avrebbe un andamento decisamente diverso. Non ho citato la Francia a caso, visto che è un Paese che in passato ha allargato i cordoni della borsa parecchie volte nelle stesse circostanze.

Dimenticavo, per l'opinione pubblica quella cifra è già vera, per cui aspettiamoci una forte inflazione nei riscatti per i prossimi rapimenti.

 

Fonte: nextquotidiano.it

 

Riflessione numero 2: i Marò

Un'altra vulgata che leggo quotidianamente recita più o meno così: perché i nostri governanti si sono impegnati per far liberare le due giovani e gli eroici Marò sono ancora prigionieri in India?

La domanda sorge spontanea: CHE-COSA-C'ENTRA???

I Marò erano in servizio di vigilanza privata su una petroliera e hanno aperto il fuoco su un'imbarcazione di pescatori credendo fossero pirati e freddandone due. Perché mandiamo dei militari a fare il lavoro dei contractor? Per un semplice vuoto regolamentare (più o meno voluto) sull'utilizzo di milizie private. Perché hanno sparato? Anche su questo giudizio di merito non mi pronuncio, sempre per il fatto che è fin troppo semplice giudicare da una poltrona. Quando sei in mare, su una rotta battuta dai pirati, hai un'arma in mano e ti si pone di fronte un potenziale pericolo la situazione cambia, cambia parecchio.

Rimane il fatto che sono accusati di omicidio, l'India rivendica la possibilità di applicare le sue leggi anche per il tratto di mare in cui è successo il fatto (da qui l'impasse giudiziaria) e comunque non hanno passato il fermo nelle carceri locali ma in un albergo. Ok, una prigione è una prigione anche se ha le sbarre d'oro ma almeno smettiamola con il vittimismo da due soldi.

A proposito di soldi, non mi sembra che Luca Zaia abbia mai detto "chi sbaglia paga" riferendosi ai quasi 300 mila euro che il governo ha versato alle famiglie dei marinai uccisi. Non ricordo neanche le ondate di indignazione popolare a riguardo. La critica è venuta da parte del tribunale indiano che si occupa del caso, che ha fatto notare come il governo italiano abbia comprato il silenzio di chi poteva sporgere denuncia. Su questo aspetto non mi sento di dissentire, sembra che sia andata esattamente così: subito dopo aver fatto "un atto di donazione di generosità ex grazia" - parole dell'allora Ministro Di Paola - l'Italia ha subito sollecitato la revoca della denuncia per omicidio.

Sarà che io non ci arrivo ma proprio non riesco a capire il parallelismo fra i due casi, e perché i Marò siano i nostri eroi incompresi mentre Greta e Vanessa abbiano attirato tanta indignazione.

(ovviamente ci arrivo benissimo, ma preferisco lasciare aperta la domanda :P )

 

Fonte: fanpage.it

Riflessione numero 3: il sesso consenziente

Eccoci ad un nuovo punto caldo della questione: il sesso! In questi giorni è stata diffusa, ed è girata parecchio, la notizia secondo cui le due ragazze rapite non sarebbero state violentate ma avrebbero avuto rapporti sessuali consenzienti con i guerriglieri. La fonte? Una nota testata online molto attiva nel creare bufale virali e monetizzare con il click baiting, che non cito per non facilitarla nel compito già banale di frodare i tordi. Stavolta ad esserci cascato è nientemeno che Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato. È davvero confortante sapere che il nostro ex Ministro delle Comunicazioni possa cadere in un tranello così puerile sul web, mi conferma quanto siano competenti i nostri governanti.
Lo stesso sito, non pago, oggi rilancia con un "si vocifera che siano tornate in stato interessante". Si sa, il giornalismo di razza si riconosce subito dal "si vocifera"...

Chi ha architettato questa bufala, però, sapeva di andare sul sicuro. La cultura italica, complice anche la lunga mano dell'onnipresente chiesa, tiene in alta considerazione il controllo della sessualità, in particolar modo di quella femminile. Nel XXI secolo, una donna italiana che promuova il suo sacrosanto diritto all'autodeterminazione sessuale è ancora semplicemente una troia. Ecco quindi comparire migliaia e migliaia di commenti da parte dei boccaloni che hanno abboccato alla truffa mediatica, su tenori che non lasciano adito a dubbi: alle due puttanelle piace il cazzo musulmano!

Proviamo nuovamente il brivido di accendere il cervello: ve lo immaginate il Pubblico Ministero che, dopo aver interrogato le due ragazze, indice una conferenza stampa affermando: "Non abbiamo ottenuto informazioni strategiche sui luoghi in cui sono state detenute, in compenso abbiamo scoperto che non sono state violentate ma l'hanno data di loro sponte ai siriani!"?

Ma ci siete o ci fate?

Adesso ammettiamo pure che sia successo, che le ragazze siano state colte dalla sindrome di Stoccolma e che abbiano avuto rapporti con i propri carcerieri. Ammettiamo anche che, fra uno spostamento e l'altro degli ostaggi, non ci sia stato il tempo di passare davanti ad una farmacia o ad un distributore di profilattici e che le due siano rimaste incinte. Mi spiegate il motivo di tanto odio?

Se questo fosse vero:

1. è una situazione che riguarda loro e solo loro, in quanto la sfera sessuale dovrebbe appartenere ad un universo privato;

2. dubito che portare in grembo un pargolo concepito in quelle circostanze sia un evento tanto lieto per la madre. Figuriamoci poi la pressione sociale che avrebbe quell'incolpevole bambino! Tremo al solo pensiero...

Rimane indelebile un fatto: con chi vadano a letto Greta e Vanessa SONO-FATTI-LORO. Non deve interessare a me, né a nessuno degli italiani che tanto si stanno impegnando nel privare due persone della propria dignità umana.

 

Fonte: ilmessaggero.it

 

Le notizie "di pancia" piacciono, si sa, soprattutto se riguardano un argomento tanto di moda come i soldi pubblici e il sempreverde sesso. Degli altri, ovviamente.

Il consiglio è sempre quello: prima di cliccare compulsivamente "mi piace" e condividere le più basse vaccate che concepiscono i markettari da due soldi, tirate un profondo respiro e ponetevi delle domande. Se pensate di sentirvi appagati per il semplice fatto che il vostro odio si può unire ad un coro deplorevole e portarvi quindi accettazione sociale, forse siete parte del problema più che delle sue possibili soluzioni.

 

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