Quella pelle di leone che sta benissimo davanti al caminetto


Ovviamente non mi riferisco allo scalpo del re della savana, che dovrebbe restare attaccato al legittimo proprietario. Oggi vi parlo brevemente di un leone da tastiera, elemento di una razza di troll che infesta i social network nella convinzione di essere intoccabile in quanto protetto dal monitor del pc e dalle mura della cameretta.

Veniamo ai fatti.

Pochi giorni fa, l'onorevole cittadina Paola Taverna si bullava su Facebook di aver promosso un'iniziativa volta al progressivo abbandono della sperimentazione animale per scopi scientifici, definendo i ricercatori come la Cattaneo dei "vivisettori per hobby".Tralascio volutamente i commenti a tanta ignoranza, che meriterebbero ben più di un post, per focalizzarmi sulle risposte che ha ricevuto la parlamentare pentastellata. Una signora, madre di una bambina di quattro anni afflitta da una rara malattia genetica, chiede alla Taverna di presentarsi personalmente a casa sua per spiegare alla figlia che la ricerca relativa alla sua malattia non deve procedere per salvare le cavie. Fra i molti feedbackdi supporto che ha ricevuto, spicca sicuramente quello di questo personaggio:

 

 

Credo che non ci sia bisogno di commentare tanta miseria umana. Qualche voce di corridoio vuole che il tizio faccia parte di un collettivo dedito al trolling, i cui membri si sfidano sulla quantità di insulti che ricevono. Non lo so, non mi interessa. Qualcuno però prende l'indignazione sul serio e decide di passare all'azione. Si scopre così che il delirante personaggio si crede così al sicuro da aver lasciato il proprio profilo Facebook largamente aperto a tutti. Ne emerge che si indica come "dirigente Unicredit" e che parla liberamente anche del proprio lavoro, in modo non troppo lusinghiero:

 

 

Da questo punto in poi è tutto in discesa, tranne che per l'autore delle oscenità. Il passaparola sul celebre social network parte in modo rapido ed efficiente, gli screenshot qui sopra vengono segnalati ad Unicredit da decine, poi da centinaia di persone.

Non ci vuole molto, basta una notte. La mattina successiva, il tizio ha cancellato il proprio profilo Facebook e Unicredit ha risposto alle segnalazioni dicendo di aver preso provvedimenti. Se esiste una giustizia, qualcuno potrebbe trovarsi in questo momento in mezzo ad una strada.

Questo post è dedicato a tutti coloro che credono di essere imbattibili superereroi e che nel mondo virtuale possano sputare sentenze avvelenate su tutto e tutti, senza che alcuna responsabilità ne derivi. Idioti, non esiste un mondo reale diverso da quello della rete: il mondo è uno solo e la vostra pochezza resta tale, indelebilmente.

 

Gadjet



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