Costipazione rievocativa


Introduzione

Il rievocatore storico è un animale appartenente alla razza dell'"Homo pre-modernus" con tendenze involutive patologiche. Normalmente dimostra una forte mimesi con gli altri esseri umani: ha un lavoro, magari è anche uno stimato professionista, ha una famiglia, una casa con televisore e computer, una macchina in garage e degli animali domestici. Tuttavia ci sono vari elementi che possono permettere all'occhio dell'attento osservatore di distinguerlo dall'Homo sapiens sapiens.

Padroneggia un gergo tecnico astruso ai più e non riesce a nasconderlo nei discorsi quotidiani. Può infatti capitare si sentirgli proferire con assoluta naturalità parole come "usbergo" o "camaglio" all'interno di contesti non attinenti, guadagnandosi sguardi sospettosi. Poi, anche se il suo percorso scolastico si è fermato alla terza media, conosce la storia a un livello da far impallidire un docente universitario. Può non essere in grado di scrivere una frase sintatticamente corretta, ma cita a memoria l'opera omnia di Jacques Le Goff.

Il rievocatore storico è l'unico animale che riesce a regredire dall'homo sapiens all'australopiteco nel giro di un fine settimana!

La caratteristica fondamentale è però un tipico comportamento estivo: invece di trascorrere il tempo libero crogiolandosi su qualche spiaggia o passeggiando in montagna, il rievocatore storico passa molti fine settimana sotto il sole cocente vestito con vari strati di lana o con giacche imbottite, sopra le quali indossa pezzi di metallo per qualche decina di chili, raggiungendo una temperatura che stroncherebbe un bisonte. Così attrezzato, imbraccia armi di varia foggia per scontrarsi con i suoi simili. Contrariamente a quanto possa sembrare, il fine non è lo stabilire chi sia il maschio alfa, ma ricreare chi è stato il maschio alfa in un'altra epoca!

Il rievocatore storico è un animale decisamente interessante, che però non è mai stato oggetto della trattazione etologica che si merita. Oggi vorrei affrontare un aspetto determinante di questa figura, un elemento che come fedele ed inseparabile compagno segue il rievocatore: la costipazione. Per meglio apprezzare le varie fasi psicofisiche che si succedono a riguardo, presenterò uno spaccato tipico di un fine settimana rievocativo.

 

Giorno 1

Il rievocatore si sveglia ad ore antelucane, si raduna con i suoi simili, carica un furgone con tutta la sua attrezzatura e parte alla volta del luogo deputato agli scontri. A quell'ora, il suo intestino non è ancora pronto alla salvifica liberazione, ma il sonno rincoglionente inibisce il suo istinto di sopravvivenza, impedendogli di avvertire il pericolo che incombe.

Giunto a destinazione, scruta con sguardo attento il nuovo territorio e nota puntualmente il cesso chimico predisposto dall'organizzazione. Uno solo. Per rievocatori e pubblico. Per giorni. A quest'ora è ancora intonso, ma la sola idea di appoggiarvi le terga riempie il rievocatore di un forte disgusto. Non tradirà il fidato e nobile trono domestico!

La giornata avanza intensa, densa di scontri, libagioni e bevute pantagrueliche. Apprestandosi al sonno del giusto, il rievocatore analizza lo stato del cesso chimico e, trovandolo in condizioni subumane, decide di restare saldo sui suoi principi e rimandare il momento liberatorio. Si corica quindi per terra, all'interno della sua tenda, bilanciando la sensazione di gonfiore con un vago senso di fierezza per il proprio autocontrollo.

 

Giorno 2

Al momento della sveglia, il rievocatore sente che il livello di urgenza è aumentato, e decide quindi di esplorare i dintorni del campo di battaglia in cerca di una locanda, nella speranza che il trono locale sia mantenuto in condizioni accettabili. Con suo orrido stupore, trova invariabilmente tutte le locande piene di suoi simili che formano code chilometriche per il bagno, omologandone così lo stato a quello del cesso chimico. L'afrore che permea i servizi delle locande alla mattina del giorno 2 supera di gran lunga qualsiasi possibile descrizione trattatistica, ed è in grado di respingere l'homo sapiens sapiens a chilometri di distanza.

La giornata prosegue fra nuove battaglie e nuove libagioni, e nel tardo pomeriggio il rievocatore decide che forse una seconda possibilità al cesso chimico la può dare.

Dopo essere stato utilizzato da migliaia di persone, il baracchino è ormai circondato da uno smegma semiliquido che l'organizzazione ha ricoperto di paglia trasformandolo in un pantano dalla composizione indefinibile, sul quale i ceppi germanico ed est-europeo della razza rievocativa scorrazzano liberamente a piedi nudi.

A questo punto, il destino può prendere due direzioni diverse.

 

Variante 1: il giorno 2 è una domenica

In questo caso, il rievocatore porta stoicamente il dolorante carico a casa. L'accampamento viene smontato con movimenti rapidi e passi piccoli a glutei tesi. Durante la sosta abituale all'autogrill, i membri del gruppo si scambiano sorrisetti nervosi e il limite di velocità viene raramente rispettato. In lontananza, già si sentono le urla di terrore del trono domestico, conscio di cosa lo sta aspettando.

 

Variante 2: il giorno 2 è un sabato

Il nostro soggetto di studio si risveglia la mattina, allaccia la cintura un paio di buchi più in là e comincia a caracollare verso le locande precedentemente identificate, ma la situazione si sta facendo tragica. I suoi simili con minore forza di volontà si sono riversati in massa nei bagni dei locali, creando un effetto di fallout radioattivo tale da far sciogliere i muri.

Ormai in preda alla disperazione, il rievocatore ritorna al cesso chimico nella speranza che qualche essere soprannaturale lo abbia lavato nottetempo. Non è così.

La zona circostante il baracchino di plastica si è trasformata in una palude stigea, regno incontrastato di demoni incazzati come vipere. Il fatto che lui sia l'unico a vederli non toglie nulla alla loro pericolosità. A questo punto, però, la situazione è insostenibile: il rievocatore supera la zona contaminata ad ampi balzi ed entra nel cesso chimico. Al suo interno, l'odore misto di putrefazione e agenti sintetici è amplificato dal calore torrido e si abbina al pool genetico di migliaia di persone rappresentato da schizzi di urina per ogni dove. Qualche creativo, senza neanche provare a centrare il buco, ha ben pensato di irrorare tutta la parete di fondo che in quel momento gronda di rivoli giallastri.

Ormai è troppo tardi, e il rievocatore è disposto anche ad estrarre l'onnipresente daga per tagliarsi i laccetti che legano il farsetto ai pantaloni e a perdere alcuni costosi puntalini in bronzo pur di trovare sollievo. Sì, perché bisogna rimarcare il fatto che l'abito quattro/cinquecentesco non si toglie: si smonta! Non avendo progettato pantaloni in grado di sostenersi da soli, gli stilisti dell'epoca hanno ben pensato di agganciarli al farsetto, completamente incuranti della rapidità con cui possono insorgere certe esigenze fisiologiche.

Provate a immaginare quanto tempo ci voglia per svestirsi, scollegando giacca e pantaloni...

A quel punto non resta che prendere un profondo respiro in segno di accettazione dell'ambiente circostante e lasciare che la natura faccia il suo corso...

La psicologia del rievocatore, in un momento successivo, trasformerà questa ordalìa in una saga epica che verrà narrata per anni attorno ai fuochi da campo.

 

La peggiore delle ipotesi: attacco di dissenteria in battaglia

La corazzatura completa funge per il rievocatore da camera di deprivazione sensoriale. L'elmo riduce il campo visivo praticamente a zero e l'imsieme di imbottiture ed elementi di metallo impediscono gran parte dei movimenti. Inoltre il sole battente porta la temperatura corporea vicina a quella di fusione del piombo e riduce di conseguenza le capacità cerebrali, portandole a un'unica istruzione: riempire di legnate chiunque sia visibile dal centimetro di apertura dell'elmo.

Durante l'epico furore, due segnali appaiono in rapida successione: un crampo allo stomaco e l'emissione di sudore freddo a litri. Il brusco calo di temperatura fa in modo che il cervello riprenda a funzionare in modo più complesso di un'ameba e renda possibile una fondamentale presa di coscienza.

In un istante, il rievocatore realizza di quante cose è ricoperto. Dall'alto verso il basso: elmo, infula, barbozzo (o gorgera), spallacci, cubitiere, cannoni, manopole, guanti, petto e schiena d'arme, cintura, imbottita, camicia, cosciali, ginocchiere, schinieri anteriori e posteriori, brache, stivali. Rimuovere tutto occupa due persone per almeno un quarto d'ora. Come se non bastasse, la ritirata più vicina si trova a svariate centinaia di metri. Nei casi in cui il campo di battaglia sia stato allestito fuori dall'abitato, circostanza tutt'altro che rara, il traguardo dista interi chilometri.

Il rievocatore fa appello ad un autocontrollo sovrumano per evitare la catastrofe. Il pensiero si focalizza con un'intensità tale da poter spostare montagne intere con la telecinesi. Ma, com'è prevedibile, la situazione richiederebbe per lo meno un intervento divino per essere risolta. Di molte divinità, per andare sul sicuro, e il rievocatore le invoca tutte.

La trattazione non può rendere giustizia alla pericolosità del momento, per cui il lettore sarà lasciato con un dubbio necessario: cosa succederà a questo punto?

 

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Commenti  

 
-3 #1 riccardo 2011-06-10 12:00
Condivido,e' meglio stare sulla spiaggia a eccitarsi mentalmente,nel veder passare belle figliole,che non sprecano uno sguardo nei tuoi confronti,a causa dei tuoi trenta chili di troppo,mentre nascondi il tuo ombelico,adatto per infilarci l'ombrellone,con letture quali toplino,o il manuale del giocatore di ruolo,per conoscere nuove ''magie'' per abbattere,il tuo nemico immaginario,che si sollazza con la tua compagna,magari tovando,qualche consiglio su ''l'arte di amare di Ovidio''o qualche poesia del Petrarca....differenza tra rievocazione e giochi di ruolo......forse Le Goff andrebbe letto meglio...
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0 #2 bandenere artorius 2011-06-10 16:13
se caca sotto :-*
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+2 #3 Alfredo 2011-06-13 01:36
Qui emergono gli svantaggi dell`aver preso il ramo evolutivo sbagliato o di avere una involuzione solo parziale: gli abiti storici celtici e latini consentono innanzitutto di muoversi più liberamente e, da non sottovalutare, la possibilità di svestirsi molto rapidamente quando si cerca riservatezza dietro un cespuglio... Tanto quando ci si va da soli o in dolce compagnia.
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+1 #4 Daniele 2012-10-30 21:40
A me non è mai successo
Faccio rievocazione storica in ambito romano celtico e ligure antico in quest'ultimo basta tirare giu le mutande e andare al bagno,i ligures usavano una tunica di lana.
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0 #5 Gadjet 2012-11-10 20:19
Sempre detto che, da quel punto di vista, rievoco il periodo peggiore... Ho visto amici ricorrere alla daga per tagliarsi i laccetti in caso di emergenza! :)
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