IQOS, un modo diverso di fumare


Sono fumatore e tabaccaio: vizioso e fornitore di vizi, un'accoppiata invidiabile! :)
Un paio di anni fa, all'inizio del boom della sigaretta elettronica, desiderai provare uno di questi nuovi dispositivi sia per saggiare la possibilità di smettere gradualmente di fumare e guadagnarne in salute che per valutarne l'eventuale vendita nel mio negozio. Mi recai così presso uno degli store dedicati che nascevano come funghi (e che sarebbero spariti con altrettanta rapidità) e investii circa 75 euro per un kit completo di dispositivo, liquidi con e senza nicotina, aromi vari. Fu un'esperienza disastrosa per diversi motivi:

- il dispositivo era pesante ed ingombrante, impossibile da reggere solo con le labbra e inutilizzabile in diverse circostanze, fra cui alla guida dell'automobile;

- doveva essere tenuto rigorosamente in posizione verticale, pena il rischio di fuoriuscita del liquido;

- la sensazione era completamente diversa da quella di una sigaretta, tanto che dopo ogni utilizzo sentivo subito la necessità di una fumata normale;

- i liquidi dovevano essere mixati in una boccetta con tappo a siringa per essere inseriti nel dispositivo, il che aumentava il numero di oggetti da dover trasportare;

- i liquidi sono tossici al contatto con la pelle, quindi bisognava usare particolare accortezza nel maneggiarli.

I termini di paragone si rivelarono subito impari: da un lato la possibilità di entrare in un tabacchino, uscirne nel giro di pochi secondi e accendersi subito una sigaretta e dall'altro il dover fare l'alchimista con le tasche piene di boccette, custodie da tenere in posizione, caricatori e ammennicoli vari. Appresi poi che la manutenzione nel tempo prevedeva anche la sostituzione di componenti soggetti ad usura, il che tolse ulteriore motivazione all'utilizzo del dispositivo.

Dal punto di vista professionale, notai che ogni vendita richiedeva un notevole dispendio di tempo a fronte di una marginalità elevata ma incerta visto che non era ancora presente un chiaro quadro normativo a riguardo e anzi si addensavano scure nubi all'orizzonte. Anche la semplice vendita di liquidi non mi sembrava avere un gran futuro, considerato che su internet spopolavano le guide per farseli da soli in casa partendo da composti reperibili online per pochi spiccioli.

In quanto fumatore, il tentativo di diventare "svapatore" durò meno di 24 ore: esaurita la prima carica della batteria sigaretta, liquidi e accessori finirono a prendere polvere in un cassetto. Decisi quindi di soprassedere e, a circa due anni di distanza, non me ne pento: dei molti negozi nati sull'onda del furore iniziale ne sono rimasti solo due nella mia zona, di cui uno non è dedicato solo alle sigarette elettroniche. In breve tempo, quasi tutti gli "ex" fumatori che venivano in tabacchino a vantarsi di essere passati al vapore e di non farsi più rapinare dallo Stato sono silenziosamente tornati alle sigarette tradizionali.

Sigaretta, caricabatterie, stick IQOS

Le multinazionali del tabacco, riconoscendo che la sigaretta elettronica poteva essere più di una moda passeggera e dovendo fronteggiare normative sempre più oppressive nei confronti del mercato tradizionale, hanno cominciato a sviluppare i propri dispositivi con approcci diversi rispetto al liquido. La IQOS di Philip Morris mi ha incuriosito, di nuovo sia come fumatore che come tabaccaio. Purtroppo l'unico canale per acquistarla è il sito internet dedicato: ci sono pochi negozi fisici che vendono direttamente il prodotto e sembra che la Philip Morris non abbia intenzione di aumentarne la capillarità a breve. Le ricariche, invece, sono disponibili presso qualunque tabacchino.

Ricariche? Esatto, ricariche. La IQOS non è una sigaretta che vaporizza liquidi ma riscalda dei piccoli stick di tabacco, molto simili ad una sigaretta ma più corti. La differenza rispetto alla sigaretta tradizionale? Il tabacco non viene bruciato ma solo riscaldato, quindi non si inalano fumi generati dalla combustione del mix carta/tabacco e questo dovrebbe portare qualche beneficio:

- minore assunzione di sostanze tossiche e cancerogene;

- poco fumo (quasi nulla, a dir la verità) e pochissimo odore;

- niente cenere, solo qualche piccola foglia di tabacco compressa e arrotolata;

- gli stick usati, non essendo infiammati, possono essere gettati direttamente nell'immondizia.

 

Facciamo un passo indietro e vediamo nel dettaglio i componenti della IQOS e la loro funzione.

 

La batteria esterna IQOS

1. La batteria esterna, non più grande né più pesante di un Nokia 3330. Oltre a contenere e ricaricare la sigaretta vera e propria, ne effettua anche una periodica pulizia di base (ogni venti utilizzi). I led sul bordo indicano lo stato di carica, il processo di pulizia ed eventuali errori o malfunzionamenti. La sua durata corrisponde a una ventina di stick abbondanti, ovvero consente di fumare più di un pacchetto e si ricarica completamente in meno di un'ora. Il materiale plastico di cui è realizzata è di buona qualità e gradevole al tatto, disponibile per ora in due sole colorazioni: bianco e blu scuro (quello delle immagini che vedete in questo post).

 

La sigaretta elettronica vera e propria, che riscalda il tabacco

2. La sigaretta vera e propria, che pesa pochi grammi e non è poi molto più ingombrante di una tradizionale "paglia". Personalmente riesco a tenerla fra le labbra senza mani per qualche secondo ma solo in posizione orizzontale, altrimenti lo stick si sfila; su questo punto torneremo nelle considerazioni d'uso. A metà della lunghezza è presente un solo pulsante: una volta infilato lo stick di tabacco basta premere il tasto per qualche istante e un led verde lampeggia per circa 20 secondi segnalando il riscaldamento della lamina interna. Quando la luce smette di lampeggiare è possibile fumare come una normale sigaretta. Per contenere peso e dimensioni, la batteria dura circa 14 tiri o 6 minuti, quindi il led diventa arancione segnalando il prossimo spegnimento. Ancora uno o due tiri e si spegne. Diversi utenti hanno lamentato una durata lievemente troppo breve rispetto a quella di una sigaretta a combustione e anche su questo punto torneremo a breve.

 

Gli accessori inclusi nella confezione

3. Gli accessori, ovvero un kit di spazzole per la pulizia periodica del dispositivo, un comune cavo usb/microusb e il suo caricatore. Ho riposto entrambi nella confezione e sto usando senza problemi sia il cavo che il caricatore che uso per cellulare e tablet.

 

Gli heatstick in versione Silver

4. Gli heatstick, che ovviamente non fanno parte del kit acquistabile tramite il sito ma essendo a base di tabacco sono distribuiti in via esclusiva dai tabaccai. Non sapendo quale ordinare, ho provato a cercare informazioni su Google ma non sono riuscito a trovarne abbastanza da orientare la scelta, quindi li ho presi tutti! A parità di contenuto di nicotina (per un valore di circa 0,5), la differenza è nell'intensità del sapore: gli stick Marlboro Blue sono i più forti, i Marlboro Silver un po' più delicati e infine i Marlboro White sono aromatizzati alla menta. Non è facile fare un parallelismo rispetto alle sigarette tradizionali: venendo dalle Chesterfield Blue ho trovato più naturale fumare la variante Silver mentre quella Blue mi risultava pesante come se avessi fumato una Chesterfield rossa. Ho letto invece che più di un fumatore di Marlboro rosse trova gli stick Blue eccessivamente leggeri e questo fa capire bene quanto sia una pura questione di gusto individuale.

 

Veniamo finalmente all'esperienza d'uso.

Il dispositivo IQOS mi è stato recapitato entro 48 ore, puntuale come dichiarato al momento dell'ordine. Il processo di registrazione dello stesso sul sito non impegna per più di una ventina di secondi e permette di accedere ad una sezione riservata alla community di utilizzatori con news, forum e blog. Appena mi è arrivato il tabacco in negozio ho aperto una confezione di Marlboro Blue e testato subito il prodotto: devo ammettere che la prima prova è stata alquanto negativa! Avevo inconsapevolmente scelto il tabacco più forte e mi ha dato subito un po' di nausea. Il fatto che la batteria abbia una durata limitata mi ha anche messo un po' di "ansia da prestazione" e questo ha accentuato il senso di nausea di cui sopra. Al secondo tentativo, ho notato che lo stick non entrava nella sigaretta. A forza di schiacciare l'ho danneggiato e ho dovuto gettarlo, e così pure il terzo, finché non mi sono reso conto che il tabacco che avevo fumato precedentemente si era staccato dallo stick ed era rimasto infilato nella lamina che lo riscalda. Ho quindi capito che bastava svuotare la sigaretta dal residuo e ricaricarla nuovamente; lo trovo un limite abbastanza antipatico, visto che solo in pochissimi casi si riesce a rimuovere lo stick con il tabacco ancora dentro alla fine dell'utilizzo. Antipatico ma affatto preoccupante, per quanto sia ancora caldo è possibile gettare anche il tabacco usato direttamente nelle immondizie. Ogni tanto succede che il filtro mi rimanga attaccato alle labbra e che quindi si sfili dalla sigaretta, lasciando però il tabacco ancora infilato nella lamina. Non sempre è possibile infilare nuovamente il filtro e continuare la fumata, il che è seccante.

La sera, con la calma, ho ripreso in mano il tutto e riprovato dopo aver letto le istruzioni. Il nuovo tentativo è andato decisamente meglio: il sapore è diverso da quello delle sigarette tradizionali, molto più morbido ed esclusivamente di tabacco. La sensazione, aspirando, è identica alla "paglia" e anche il fatto di tenere in bocca un comune filtro aumenta la familiarità dell'esperienza. La transizione verso la IQOS è stata quindi istantanea ed indolore. Lo stick è appagante e non mi ha fatto sorgere il desiderio di una Chesterfield, per cui mi ci sono dedicato per diversi giorni prima di voler provare ad accendermi una normale sigaretta e valutarne le differenze. Dopo neanche una settimana con la IQOS, tornare indietro si è rivelato traumatico: prurito in gola, saporaccio in bocca, pesantezza ai polmoni e puzza di fumo. Quest'ultimo aspetto è forse quello che ho apprezzato maggiormente: il fumo della IQOS, per quanto non proprio inodore, non si attacca ai vestiti e alla pelle e già questo fa una differenza importante, soprattutto quando vivete con chi non fuma.

La durata dello stick è effettivamente inferiore a quella a cui ero abituato ma questo dipende anche da quanto profondamente si tira dal filtro. Fumando con tranquillità è facile andare avanti per cinque minuti, grossomodo come una sigaretta tradizionale, senza grossi problemi quindi anche queste proteste da parte degli utenti derivano più da gusti personali che da limiti oggettivi del dispositivo.

Adesso fumo stabilmente la IQOS e devo dire che la mia esperienza di fumatore è migliorata. Senza sentire di essere sceso a compromessi, non sento più pesantezza al petto al mattino né quel caratteristico "soffio" ai polmoni a cui ci si abitua con gli anni. Certo, dal punto di vista economico mi ritrovo a spendere di più: oltre ai 70 euro del kit bisogna mettere in conto 5 euro per ogni pacchetto di heatstick ma d'altronde non ci si poteva aspettare da una multinazionale del tabacco che se ne uscisse con un dispositivo che promuove il risparmio e il fai da te come la sigaretta da svapo.

 

Chiudo quindi questa recensione con un breve riassunto dei pro e dei contro della sigaretta elettronica IQOS.

PRO:

- si fuma solo tabacco riscaldato e, dopo una diffidenza iniziale, si può apprezzare che il sapore è migliore;

- non si brucia nulla, il che dovrebbe ridurre la quantità di sostanze tossiche inalate;

- gli stick usati possono essere gettati subito in un comune bidone dell'immondizia;

- gli stick sono potenzialmente reperibili presso qualunque tabaccaio;

- non si è più circondati dallo sgradevole odore di sigaretta;

- certo non è come smettere di fumare, ma l'apparato respiratorio sembra più alleggerito;

- la sensazione (tatto, peso, gestualità, aspirazione) è quanto di più simile si possa avere rispetto ad una normale sigaretta.

 

CONTRO:

- al costo iniziale del dispositivo bisogna aggiungere quello degli heatstick, quindi non è di sicuro un prodotto per chi vuole spendere di meno;

- la durata della fumata può essere inferiore a quella delle sigarette tradizionali;

- lo stick può sfilarsi durante l'utilizzo e comunque il tabacco resta quasi sempre infilato nella lamina dopo la rimozione dello stick;

- siccome ci vogliono circa dieci minuti per ricaricare la sigaretta, per fare la "doppietta" sono necessari due dispositivi;

- bisogna portarsi in tasca due oggetti: IQOS e pacchetto di heatstick, anche se non è poi troppo diverso dall'avere un normale pacchetto di sigarette ed uno Zippo.

 

La Philip Morris ha recentemente dichiarato che, nel volgere di qualche anno, la sua produzione tenderà ad abbandonare i prodotti tradizionali per concentrarsi su questo dispositivo. Una sparata di marketing per farne parlare e rientrare così più in fretta dell'investimento oppure una previsione reale? Solo il futuro ce lo dirà.

 

Gadjet



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Commenti  

 
0 #1 gigi 2018-02-12 09:25
ciao, mia stessa esperienza da superfumatore, adesso non riesco più a fumare tradizionale....la mia sensazione è quella di fumare asfalto. ho provato più volte e la mia camel la devo spegnere e buttare.
ps. per non fare restare il tabacco attaccato alla “penna” è sufficiente che quando hai finito spingi in su il cappuccio e uscirà la sigaretta intera.

gigi
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