Transformers 4 - no...no...no...sì, cacchio!


Il mondo dei nerd è fatto di una consistente quantità di atti, fatti e atteggiamenti condivisi. Uno fra questi è riassumibile in un'espressione che ricorre molto spesso nei forum (perché il nerd frequenta ancora i forum) ed è: "Mio al day one!". Questa affermazione non poteva che essere vera anche nel caso di Transformers 4 - Age of Extinction. Grazie all'efficiente profilazione di Facebook, ho cominciato a ritrovarmi fra i post consigliati il trailer del film molti mesi fa e ho potuto quindi segnarmi la data sul calendario per essere sicuro di non perdermi la prima.

Prima di addentrarmi nella recensione è bene ricordare cosa viene di solito valutato positivamente e negativamente nei film di questo tipo, giusto per far capire quanto scarso sia il mio gusto in fatto di cinema. :)

- Entro 10 (dieci) secondi dall'inizio del film ci devono essere robot, alieni, astronavi, tecnologie improbabili e soprattutto combattimenti ed esplosioni. Viene valutata positivamente la distruzione di un'intera città così, subito, a freddo. Ancora più punti per la distruzione di un pianeta.

- Le leggi della fisica, anche le più basilari, devono essere ridicolizzate nei modi più fantasiosi.

- Gli effetti speciali devono essere tanti e fatti bene. Anestetizzato dalle sempre più mirabolanti tecnologie del cinema, è sempre più difficile lasciarmi a bocca aperta di fronte alla computer grafica per cui prediligo le scene in cui gli fx sono messi al servizio di situazioni particolarmente stupide, improbabili, perfino parossistiche. Quelle, per intenderci, che ti fanno alzare le mani al cielo ed esclamare: "Ma daaaaaai! Ma doooveeeeee???". Inoltre, visto che pago un salato biglietto, pretendo di ricevere in cambio un'esperienza che la tv di casa non mi può dare.

- La trama deve essere ridotta al minimo indispensabile per far muovere i personaggi ed offrire loro una scusa per menarsi selvaggiamente. Punti negativi vanno a scene romantiche e/o di sesso, che sono puro fanservice e tolgono tempo prezioso alle sbrilluccicose esplosioni. I sentimenti premiati sono giustizia, onore, rivalsa, vendetta, insomma tutto ciò che è legato alla pura epicità. L'unico personaggio che ha bisogno di spessore psicologico è il cattivo, perché il buono - in quanto gestaltisticamente più forte - può anche permettersi di essere uno stupido buzzurro.

- Fuori dal cinema è necessaria la presenza di un bar con un tavolino attorno a cui sedersi e, di fronte ad una birra, valutare il grado di "truzzame" del film, ossia la sua adesione ai principi qui esposti.

Analizziamo quindi i protagonisti di Transformers 4 - Age of extinction.

IL PADRE aka CADE YEAGER: texano, giocatore di football ai tempi del liceo, ha ingravidato una ragazza durante il college. Non saprei immaginare un americano più medio di così. Così medio che per renderlo più originale lo hanno voluto inventore squattrinato ed incompreso. Attribuire un cervello ad un muscoloso texano, ragazzo padre ex giocatore di football basta e avanza a rendere il film una storia di fantascienza. Essendo rimasto vedovo praticamente subito, si è trovato a crescere la figlia da solo. Ora che questa ha 17 anni lui passa il suo tempo ad impedirle di frequentare ragazzi e a convincerla a studiare, sempre in stile americano medio. Siccome è un padre attento ed apprensivo, non si è minimamente accorto che sua figlia ha un ragazzo che pilota macchine da rally e lei è il suo navigatore. Sì, come no? Passerà tutto il film a mettere eroicamente a repentaglio la propria vita gettandosi senza pensare nelle situazioni più pericolose per un motivo unico e fondamentale: perché sì. Meraviglioso.

LA FIGLIA aka TESSA YEAGER aka NICOLA PELTZ aka QUELSORRISODIPLASTICAQUANDOFAILAGINNASTICA: per far parte del cast di un film dei Transformers devi avere un superpotere fondamentale: devi poter sopravvivere a cadute, esplosioni, percosse e qualunque sevizia la mente umana possa concepire senza rovinarti il trucco. Nicola Peltz era evidentemente l'attrice giusta per questo ruolo, visto che riesce ad essere catapultata fuori da una macchina in corsa, ruzzolare per decine di metri sull'asfalto mentre le sparano addosso grandinate di missili e rialzarsi subito senza un graffio e solo con un fard un po' più pesante sugli zigomi. La sua utilità all'interno della storia è di amare/odiare l'emblematico genitore ed essere regolarmente fottuta dal karma che la porta a trovarsi in situazioni che potrebbero mettere a rischio la compostezza del suo trucco. Ah, e anche la sua vita.

IL RAGAZZO PILOTA aka SHANE: pilota di rally, giovane e piuttosto codardo, serve solo a magnificare l'eroismo del protagonista.

UNO DEI CATTIVI aka JOSHUA JOYCE: anche lui un'inventore, solo che a differenza di Cade Yeager ha fatto i soldi, e intendo tanti soldi. Per economizzare sulla sua caratterizzazione psicologica hanno cercato di affibbiargli l'immagine di Steve Jobs e ci sono riusciti poco e male. Unico personaggio ad evolvere durante il film, diventerà buono e caritatevole solo quando si troverà a trasportare una potentissima bomba in uno zaino in giro per Hong Kong il che, ammettiamolo, farebbe riflettere chiunque sui massimi sistemi.

Ci sono anche altri personaggi il cui fine ultimo è morire nei modi più spettacolari e ci riescono benissimo.

OPTIMUS PRIME: ha combattuto e messo a repentaglio la sua vita più e più volte per salvare gli esseri umani, mentre questi per tutto ringraziamento glielo hanno schiaffato nel suo scintillante fondoschiena metallico [cit]. Optimus è quindi incazzato nero, ma proprio nero nero e non vuole più avere a che fare con i terrestri. Siccome tutti i buoni tendono ad essere un po' boccaloni, riesce a farsi infinocchiare dall'eroismo del protagonista (anche se il vero protagonista è sempre lui) e decide di radunare i pochi Autobot sopravvissuti alla CIA e tornare sul campo di battaglia. Nella scena più epica del film, doma un T-Rex metallico corcandolo di mazzate e minacciandolo di morte per poterlo cavalcare. Cioè, capiamoci: Optimus Prime prende spada e scudo e si getta nella mischia a cavallo di un T-Rex, cosa volete di più?

BUMBLEBEE: sempre, in ogni caso, il vincitore morale.

GALVATRON: inutile reincarnazione di Megatron che resuscita, dà vita a cinquanta Decepticon, li manda al macello e se ne sta nelle retrovie ad osservare la battaglia meditando vendetta, quindi se ne va. Nel cartone animato si trasformava in un obice, qui in un camion, mentre l'obice è stato riservato in seconda trasformazione ad un altro personaggio che risponde al nome di...

LOCKDOWN: cacciatore di taglie, inviato dagli sconosciuti "creatori" dei Transformer a dare la caccia a Optimus Prime per motivi inconoscibili. Insomma, serve a creare le premesse per il sequel.

I DINOBOT: SI', CAZZO!!!

 

Potreste mai immaginare una scena più fottutamente epica di così???

Che dire, dunque, del film? Si picchiano selvaggiamente, i robot si esibiscono in mosse di arti marziali impeccabili, usano anche delle navi come armi. Lo hanno fatto in Pacific Rim, non vorremo mica essere da meno? Aspettavamo i Dinobot dal secondo episodio e finalmente sono arrivati! Stupidi e forti come ce li ricordavamo, sono la vera chicca di questo lungo, lungo lungometraggio.

Ecco, il problema è questo: il film è davvero lungo e la causa si trova in un elemento di troppo, la trama. Pensare che qualcuno è stato pagato, e non poco, per scrivere una trama palesemente inutile quando quei soldi avrebbero potuto essere impiegati più proficuamente in un'altra scena di combattimento mi fa storcere il naso. Su, dai, è chiaro che i personaggi umani sono posticci e raffazzonati, perché dunque sprecare decine e decine di minuti per farli interagire in modi scarsi e prevedibili? Più botte, più alieni e meno cazzate, please.

 

Valutazione finale. In una scala da "1" a "Pacific Rim", direi che ci troviamo vicini a "Battleship", film più scarso dal punto di vista degli alieni ma ugualmente appesantito da un insopportabile tentativo di costruire una storia.Vincitore indiscusso è il design italiano. Di fronte a carrozzerie come quelle di Lamborghini, Pagani e Bugatti non c'è paragone che tenga.

Ora direi che i tempi sono maturi per un salto di qualità che porta un nome impresso nella mente di tutti i fan della serie: UNICRON!

Ad maiora!

 

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