Deja - Laila


Quale miglior modo di inaugurare le recensioni del mio nuovo blog con un bel cd, per di più opera di due talentuosi amici? Sto parlando del secondo lavoro discografico dei Deja, intitolato "Laila".

Dopo essermi ampiamente goduto "Distratti dal vento" ero molto curioso di sentire che direzione avrebbe preso il duo acustico, e devo dire che sono rimasto piacevolmente colpito. Siccome tutto sono fuorché un esperto di questo genere musicale, non mi restava che inserire il cd nel lettore e lasciarmi guidare semplicemente dalla musica...

 

Molto delicata la scelta grafica per

Il primo effetto che ho sperimentato è stato l'ascoltare il disco per intero più e più volte, senza riuscire a staccarmi. All'inizio per memorizzare le linee melodiche, poi gli arrangiamenti chitarristici, quindi la fusione delle due cose. Non è facile riuscire a catturare l'interesse di un ascoltatore per undici brani eseguiti solo da chitarra e voce, ma nel mio caso i Deja ci sono riusciti pienamente!

La musica fluisce, ispirata e ottimamente eseguita, trasmettendo chiaramente una raggiunta maturità e un bell'affiatamento della coppia Finatti-Varnier, elementi che permettono soprattutto a Serena di sperimentare interessanti sonorità vocali. Il largo uso di tempi dispari aumenta l'interesse ritmico dei brani, rendendone lo sviluppo imprevedibile e mai scontato.

La chitarra crea una base molto articolata e squisitamente espressiva senza essere mai pretenziosa. Si nota molto bene con quanta umiltà Andrea abbia lavorato agli arrangiamenti, rispettando il significato dei testi e valorizzando le linee vocali. Dal canto suo (è proprio il caso di dirlo Sorridente ), Serena cesella dei bei brani, affronta temi profondi raccontando minuziosamente le piccole cose della vita con uno stile evocativo che avevo già imparato ad apprezzare in "Distratti dal vento".

La mia canzone preferita di questo cd? Sicuramente la quarta traccia, "Senza", che mi sono trovato ad aspettare durante gli ascolti con un forte senso di anticipazione. Questo è il brano che a mio parere rende al meglio il binomio chitarra-voce, laddove la chitarra sottolinea meravigliosamente il significato di un testo evocativo, cantato con grande trasporto.

Menzione speciale meritano poi le due strumentali. La prima, "Mathair", è una bellissima canzone che avevo già ascoltato nella versione originale sul cd "Passi" dell'Indovinatoduo e per la quale mi ero a suo tempo complimentato con l'autore, Massimiliano D'Osualdo. Andrea ha arrangiato il brano per chitarra in modo elegante e discreto, mantenendone intatta la delicatezza della melodia. Ad ascoltarlo sembrerebbe semplice, ma a detta dell'amico chitarrista bisogna prestare molta attenzione alla linea di bassi. Siccome un'immagine vale più di mille parole, gustatevela direttamente in video:

 

L'altra canzone è una composizione originale di Andrea, che porta il titolo di "Expériences sur le mouvement perpétuel" in omaggio a Pierre Bensusan. Si tratta di un brano piacevole e molto tecnico, che si sviluppa in un crescendo prima espressivo e poi ritmico notevole. Mi piacerebbe avere un video da linkare anche per questo pezzo, spero che Andrea lo realizzi presto.

Giunti alla fine di questa recensione, cosa posso chiedere ai Deja per il prossimo cd? Viste le solide basi, mi piacerebbe sentire una svolta ancora più decisa nelle sperimentazioni armoniche e sonore. Sono comunque certo che quanto faranno non mi deluderà!

Non mi resta che consigliarvi di andare a sentire questo bel duo acustico dal vivo: sul calendario di questo blog riporterò le loro date, che potete ovviamente trovare anche sul loro sito ufficiale.

Buon ascolto!

 

Gadjet



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Commenti  

 
+2 #1 Pavelo 2011-04-16 16:00
Bravo Gad, bella rece!
Qui il sampler del disco: http://www.youtube.com/watch?v=5YDa51F3pjM
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