Sanremo 2012 - dopo 62 anni si può parlare di persecuzione?


Ripropongo quest'anno una cosa che avevo fatto un paio di anni fa, ossia la recensione dei pezzi che popolano la vetta più alta dell'immagine musicale e stilistica italiana nel mondo: il Festival di Sanremo. Suona iperbolicamente ironico? Lo è.

L'ultima volta ne era uscito un post piuttosto divertente, pubblicato sul mio vecchio blog su Splinder. Sfortunatamente Splinder ha chiuso i battenti e io, forte della mia trascendente furbizia, mi sono dimenticato di esportare i vecchi post entro il 31 gennaio scorso, perdendo così qualunque cosa. :)

Non ho guardato la puntata di ieri sera del festival, per cui non dirò nulla su tutto ciò che fa unicamente contorno, cioè un buon 85% della trasmissione. Non cercherò neanche di vedere lo show nello show di Celentano, perché oltre a qualche film memorabile come questo, non lo apprezzo né lo reputo rappresentativo del mio modo di pensare. Giudico quindi sterili tutti i casini, peraltro assolutamente prevedibili, che la stampa odierna fa rimbalzare come se fossero scandali pazzeschi. Questa necessità di patinare anche le cazzate è penosa.

Per sapere chi ha cantato ieri sera mi reco sul sito del festival, in cerca di una semplice lista. Arrivato a questa pagina, due cose mi balzano subito agli occhi. La prima è che la pagina stessa ha ricevuto 400 like su facebook. 400? C'è un problema di visualizzazione oppure 'sta cosa non se la fila nessuno? Provo a mettere il like anch'io, così vediamo se sale il conteggio.

Fatto. Il contatore è effettivamente salito di uno. A voi i commenti a riguardo.

La seconda cosa che mi cade sott'occhio è la prima riga di descrizione del festival: "una competizione tra canzoni “nuove” interpretate da 14 ARTISTI individuati secondo criteri di contemporaneità, fama e valore riconosciuti."

Perché "nuove" è virgolettato? Vuol dire che è ammessa qualche scopiazzatura? che non è poi proprio così necessario che siano nuove? Beh, quando è stata l'ultima volta che Sanremo ha prodotto qualcosa di "nuovo"? Negli anni '60? Mah...

La pagina in questione non mi dice chi ha cantato ieri sera, ma solo che sono stati 14 ARTISTI (in MAIUSCOLO). Vado quindi qui a vedere chi sono, e ve li ripropongo in ordine alfabetico, come sono indicati sul sito.

Si alzi il piccolo sipario del Gadjet sulla kermesse musicale che tanto lustro dà all'Italia e tanto share alla RAI!

 

Arisa - La notte

Dismessi i panni di... boh, qualunque fosse l'immagine che l'ha lanciata, Arisa arriva in versione "standard" (notare le virgolette che danno una misteriosa importanza al concetto). La musica del suo pezzo è così insignificante che mi spinge a focalizzare la mia attenzione sul testo. Questo a sua volta si rivela un'accozzaglia di banalità degne di... ehm... degne di Sanremo! Quattro minuti della mia vita buttati nel cesso!

Samuele Bersani - Un pallone

Sì, il titolo è proprio quello. Non IL pallone, ma UN pallone. Forse era meglio virgolettare anche quello, sarebbe stato più metafisico. Il testo della canzone è una pletora di metafore calcistiche che evidentemente cercano di nascondere profondi significati sulla vita. Mi dispiace, non li colgo. Inoltre, su 3 minuti e 20 secondi di canzone, il ritornello si ripete 4 volte e circa 28 secondi se ne vanno in una parte strumentale. Ho come l'impressione che ci sia più melina che contenuto. Anche l'intonazione è fastidiosamente approssimativa.

Pierdavide Carone (e Lucio Dalla) - Nanì

Vista la mia scarsa cultura di musica italiana, il nome di Carone sarà anche contemporaneo ma non riesco ad ascrivergli le caratteristiche di fama e valore di cui sopra. Chi diamine è questo? Wikipedia me lo indica come uno che si è classificato terzo ad Amici, la trasmissione del marito di Costanzo. Leggendo la pagina di wiki, il doloroso ricordo. Questo è quello che ha scritto quella canzone fastidiosissima che rimbalza continuamente in radio, e che ha fatto vincere Sanremo a un pirla con una canzone altrettanto insopportabile, in tutti i luoghi e in tutti i laghi! Parto prevenuto? Sì!

Carone opta per un sagace 9/8, Dalla dirige l'orchestra e fa qualche controvoce, parlano dell'amore per una prostituta. Argomento proprio "nuovo" per una canzone, eh... Il brano comunque è furbo sotto molti punti di vista, sia nel testo che nella musica, e temo che potrebbe arrivare in una buona posizione finale. Sottolineo temo.

Fastidio totale nel sentire l'inizio: "ti ho zcovato dentro ad un zentiero". In italiano, please!

Chiara Civello - Al posto del mondo

Ecco un altro nome da me mai sentito. Wikipedia però la indica come una che di musica ne mastica, per cui sono vagamente curioso. La Civello canta in modo piacevole un brano tipicamente sanremese, quindi non proprio memorabile. Come pasta di voce mi ricorda vagamente Giusy Ferreri quando non urla (cioè quasi mai) e se la Ferreri sapesse cantare. Il pezzo scorre con qualche accorgimento di classe, ma dopo un minuto dall'ascolto me lo sono già dimenticato.

Dolcenera - Ci vediamo a casa

Sono proprio un nerd! Appena ho letto il titolo di questa canzone mi è venuto in mente Chuck Norris che aspetta a casa il cattivo di turno per calcioruotarlo! Il brano di Dolcenera passa mentre cerco di decifrarne le parole, non sempre con successo, e mi interrogo sulla correttezza della consecutio verbale nel ritornello. Chuck, ti prego, pensaci tu!

Emma - Non è l'Inferno

Emma spara un pezzo dalla musica trita che comprende attualità, nazionalismo, confronto generazionale, preoccupazioni per il futuro. Insomma, un'ottima candidata per la vittoria del festival. Fa un po' ridere però sentirla impersonare il padre di un figlio trentenne, quando lei di anni ne ha 28. Per lavorare sull'immedesimazione da parte dell'ascoltatore ci vorrebbe un po' più di autorevolezza, se non altro biologica...

Eugenio Finardi - E tu lo chiami Dio

Il "ribelle" Finardi (non lo dico io ma Morandi, e comunque era da un po' che non virgolettavo niente) fa valere la sua esperienza. Il volpone riesce a proporre una canzone in cui dice contemporaneamente tutto e il contrario di tutto, ammiccando a qualunque modo di pensare. Uno di quei pezzi che, appena finito di ascoltare, ti fanno pensare "minchia, che profondità, che spessore d'animo", poi ci rifletti per un nanosecondo e concludi "ehm... e allora? che ha detto alla fine?". Vecchioni aveva fatto meglio.

Irene Fornaciari - Grande mistero

Contrariamente a suo padre, Irene non è Joe Cocker e non è afona. Inoltre nel 2010 si è presentata a Sanremo assieme ai Nomadi con un pezzo che reputo piacevole. In questo caso non capisco. Non capisco di cosa parli la canzone né dove voglia andare a parare. Davvero un grande mistero. Della sua esibizione ho apprezzato di più il tentativo di far saltare il pubblico dell'Ariston a ritmo. Ritenta, sarai più fortunata.

Gigi D'Alessio e Loredana Bertè - Respirare

Prima di passare all'ascolto sento davvero il bisogno di tirare un sospiro. Innanzitutto perché sto per ascoltare Gigi D'Alessio, poi perché c'è anche la Bertè. Faccio appello a tutto il coraggio che mi è rimasto dopo otto vette dell'italica arte musicale e schiaccio play...

Un ingessato e apparentemente a disagio Gigi D'Alessio compare a fianco di una specie di Terminator alto un metro e mezzo e con due canotti di silicone in faccia. Da come ringhia rabbioso il T-800 versione Bertè, temo che l'avvento di Skynet sia davvero prossimo. Sarà per quello che è saltato il televoto! Mettetevi tutti al riparo, la fine è vicina!!!

Marlene Kuntz - Canzone per un figlio

Leggo su internet che in molti si chiedono che diamine ci facciano a Sanremo i Marlene Kuntz. L'unica ragione che mi viene in mente è: €€€!

La loro velleità di fare gli alternativi della situazione si infrange in un brano la cui musica cerca di esplodere in modo politically correct (quindi non ci riesce) e del cui testo capisco solo che molte parole finiscono con la lettera a. Marlene Kuntz, missione fallita.

Matia Bazar - Sei tu

C'è poco da dire, i Matia Bazar nella loro storia hanno scritto grandissime figate. Forti di una cantante dalle capacità sovrumane e di musicisti di gran classe, hanno nel loro repertorio alcuni pezzi che, anche a distanza di decenni, regalano ancora grandi emozioni.

Giunti alla dodicesima partecipazione al Festival di Sanremo, purtroppo devo dire che hanno perso molto smalto. Di sicuro sanno come si scrive musica per questo evento, ma propongono qui un brano che passa senza infamia né lode e che non sfrutta molto le capacità di Silvia Mezzanotte. Direi noioso.

Nina ZIlli - Per sempre

Dopo aver cercato su Google chi è questa Nina Zilli ho trovato questo, ho capito e provato fastidio. In questo caso la Zilli ci porta una canzone che passa largamente inosservata fino al bridge (o special, come lo chiamano nel pop), che incalza parecchio e mi fa capire una cosa: questo pezzo avrà un grosso successo commerciale. Mi tocca prepararmi psicologicamente a sentirlo in continuazione per mesi... cheppalle!

Noemi - Sono solo parole

Noemi canta con pochissima convinzione e con una voce spesso al limite un brano la cui inutilità verrà ricordata fino al punto in cui finisce questa frase. Ecco, tutto dimenticato.

Francesco Renga - La tua bellezza

Renga sembra aver dimenticato che anche le strofe vanno cantate con un'intonazione precisa, e che le canzoni non si basano solo sui ritornelli. Oddio, questa in realtà sì. Un pezzo che va incontro alla passione che hanno gli italiani per i cantanti che arrivano con voce piena alle note alte. La fiera dell'ovvio, sia musicale che vocale, per un'altra futura hit. Ci scommetto.

Bene, adesso mi sono fatto un'idea di cosa mi sfronderà le gonadi alla radio per i prossimi mesi.

...e mancano ancora i giovani...



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