Sanremo giovani 2012 - Il futuro della musica italiana? Davvero?


Quando si pensa ai giovani musicisti, cosa vi viene in mente? Io penso a un approccio un po' scapestrato e irrispettoso delle tradizioni, a qualcuno che vuole affermarsi e quindi non esita a sperimentare cose nuove, non essendo vincolato al passato. Fra gli esempi celebri potrei citare il giovane Mozart, che da bambino era già un valido concertista. Venendo all'età contemporanea mi vengono in mente dei ragazzotti di un liceo inglese che si chiamavano Greg Lake e Robert Fripp, capaci di rivoluzionare il mondo musicale rivoltandolo come un calzino. Se questi nomi non vi dicono niente ma conoscete vita, morte e miracoli di Valerio Scanu credetemi, avete un problema!

Dopo l'articolo di ieri eccoci quindi di nuovo qui, stavolta a vedere cos'hanno cantato i giovani - rappresentanti del nostro futuro musicale - al Festival di Sanremo la scorsa serata. Da notare che la pagina di cui si parlava nel post precedente è arrivata a 412 like. Dodici in più rispetto a ieri. Il Teatro Ariston offre 1909 posti a sedere. Supponendo che l'abbiano riempito al 90% (ma immagino che sarà tutto esaurito) abbiamo 1718 persone. Questo significa che neanche un quarto degli spettatori in sala ha apprezzato la pagina ufficiale del concorso.

La stessa pagina, che definisce i quattordici "big" come ARTISTI (in maiuscolo), li divide dagli altri otto definendoli "artisti giovani" (in minuscolo, virgolette mie). Anche il menu a tendina soprastante distingue "gli artisti in gara" dai "giovani in gara". Quantomeno indicativo delle speranze per il futuro musicale, no?

Inoltre c'è scritto che i giovani avrebbero cantato metà mercoledì e metà giovedì, cosa che evidentemente non è stata. Infine, quella pagina è scritta proprio male! Cazzo, invece di ricoprire d'oro Celentano, spendete qualche centinaio di Euro in un copywriter decente!

Fatte tutte dette pippe mentali (notare l'incredibile capacità allitterativa!), che si alzi di nuovo il piccolo sipario del Gadjet sul Festival!

 

Bidiel - Sono un errore

Cari Bidiel, non vi ho mai sentiti, ma lo stile emo è SICURAMENTE un errore. Pensavo che ormai neanche questa moda fosse più così giovane. Un cliché imbarazzante. La canzone invece sì che ha un testo giovane. Dire "sono un errore, sono cibo per i cani" è veramente giovane. Troppo. Se una cosa del genere l'avesse cantata Finardi invece di uscirsene con il suo buonismo filosofico avrebbe avuto un sapore decisamente più interessante. Perdonato l'assolino di chitarra cannato, al tuo posto credo che avrei fatto un po' di casino anch'io.

Su internet i Bidiel sono definiti come gruppo rock. Mi dispiace, il rock è un'altra cosa.

Alessandro Casillo - È vero (che ci sei)

Innanzitutto, anatema verso chi ha pubblicato il video su Youtube e non sa che il verbo essere, alla terza persona singolare, va accentato. Butto caprone, non siamo francesi! Loro non mettono gli accenti sulle maiuscole, gli italiani sì! Preferiresti essere francese???

Tolto questo sasso dalla scarpa, veniamo a Casillo. Se prima avevo criticato lo stile emo del cantante-chitarrista dei Bidiel, qua stiamo messi parecchio peggio! La capigliatura arriva così all'estremo da assomigliare di più ad un elmetto delle Sturmtruppen! Vabbé, sono ggiovani (con due gg!), devono riscuotere successo presso i loro coetanei, non FEKKIE KARIATIDEN COME NOI, JA?

Il suo brano ammicca. Uhhhh, quanto ammicca! Se dovessi fare un paragone, sceglierei questa cosa qui. Ammicca così tanto che potrebbe anche spopolare presso le ragazzine con crampi alle palpebre. La creatività degli autori nel frattempo è stata seppellita così in profondità che ora è uscita in Australia e sta lavorando con cantanti aborigeni.

Celeste Gaia - Carlo

Essendo dotata di due nomi e nessun cognome, ha optato per un nome proprio anche come titolo della sua canzone. Per non dimenticarselo, se l'è anche appuntato sulla mano! Scherzi a parte, la ragazza ha una bella voce e canta bene, se saprà giocare le sue carte farà sicuramente strada. La canzone parla delle seghe mentali che un'adolescente si fa incontrando un bel ragazzo in un ascensore francese. Perché francese, poi? Forse perché non accentano le maiuscole? Mah...

Erika Mou - Nella vasca da bagno del tempo

Non è una gomma, non è una caramella, allora che cos'è? C'è poco da fare, oggi la mia mente malata fa strane associazioni di idee. Veniamo a Erika Mou, che è meglio. Credevo che le vasche da bagno avessero finito di essere giovani con Britti, ma evidentemente qualche genialoide del marketing ha pensato che questa ardita metafora della vita potesse essere un evergreen. Il brano procede senza scossoni né innovazioni, la Mou ha una bella voce ma non canta benissimo. Le potenzialità comunque ci sono tutte, penso che anche di lei si sentirà parlare. Soprattutto se sarà più cauta con le affermazioni politiche. O forse no, chissà...

Marco Guazzone - Guasto

Il ventitreenne Guazzone ci presenta in chiave calante una canzone tipicamente sanremese. Quando dico tipicamente sanremese intendo pallosa. Però applaudo a Stefano Costantini, che a 22 anni dirige l'orchestra. Bravo!

Iohosemprevoglia - Incredibile

Anch'io. Vi capisco, non c'è nulla di incredibile, funziona così.

La band mi è piaciuta molto più del brano, piuttosto trito. Mi è piaciuta anche la bombetta del cantante, era più alternativa dell'elmetto da Sturmtruppen di Casillo. Alternativo anche il ringraziamento in tedesco. Però ragazzi, dannazione, osate di più. Volete osare di più, si vede! Ok, a Sanremo non si può, ma adesso qualche milione di persone sa chi siete e che avete sempre voglia, e penseranno che avere sempre voglia è fico. Approfittatene e fate un po' di musica di quella buona, di quella che non guarda in faccia nessuno. Prendere il coraggio a due mani e lavorare, forza!

Giulia Anania - La mail che non ti ho scritto

Ecco un'altra parola ggiovane: la mail! Quale ARTISTA maiuscolo tirerebbe mai in ballo la mail? E poi, in RAI si può dire la parola "mail"? Tutte domande che non avranno mai risposta...

Ma poi, c'è davvero qualcos'altro da dire su questa canzone? No, non c'è.

Giordana Angi - Incognita poesia

A proposito di titoli, qua si tira in ballo roba forte, altro che mail. Incognita poesia. Misterioso. Delicato. Il marketing arriva sempre là ove i nostri sogni giacciono! Sentite che ardimento letterario? Funziona proprio così!

Cosa ci sarà mai dietro un titolo così altisonante? Boh, non l'ho mica capito. Evidentemente non sono così raffinato da apprezzare cotanta verve poetica. La cosa che più ho afferrato del testo è stati il ratatatatatata finale. C'è davvero, non scherzo! L'ultima volta che ho sentito tataratatata in una canzone è stata questa, vi suona familiare? Anche in quel caso era implicato Morandi...

La Angi ha la voce giusta, ma per tutt'altro tipo di musica. Il brano che presenta al festival ha un ritornello di un certo lirismo, che mal si adatta alla sua espressività. Dannazione, ci sono esperti strapagati per scrivere/arrangiare/cazzabubbolare musica per queste serate, fatele cantare qualcosa che stia nelle sue corde e non verrà esclusa dalla competizione alle prime battute!

 

Ecco, qui termina la Gad-recensione del Festival di Sanremo 2012. Chi vincerà? Chissenefrega!!!

Se ne avrò voglia, nei prossimi giorni potrei anche scrivere qualche riga di riflessioni più profonde sulla manifestazione. Se mi invogliate abbastanza, è più probabile che lo faccia. Per ora, a voi la parola!



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